Scritto da quelle belle mani di quella gran gnocca di Pralina: A casa di Infy, Lugano 7 luglio 2006. Cronaca del mio quarto viaggio in Svizzera.
(*sotto, una bella faccia da pirla di Vasco, in un momento ludico ricreativo...)
Sono arrivata a Como. Veramente avrei preferito Lecco, per ovvi motivi. Ma anche Como, e i suoi co-maschi, è un posto allettante... Silvia era ad attendermi con Vasco, alla stazione. Ci siamo subito abbracciate, con tutte le nostre ciccie sexy e le facce rotonde e radiose. Siamo arrivate alla frontiera e non senza batticuore abbiamo passato la dogana, dove per poco venivo fermata per traffico di cervello stupefacente. Silvia mi ha indicato il Lago, ed io ho fatto la battuta che è come vedere un lago in un pagliaio. La casa di Silvia è un delizioso appartamento vicino al Lago (che palle!) dopo pranzo siamo andate a portare Vasco al parco. Ho trovato un'altalena e credendomi Heidi mi ci sono fiondata, dondolandomi avanti e indietro fino al raggiungimento di uno stato alterato di coscienza... quando un signore svizzero, d'istinto, bianco come un pupazzo di neve, è apparso nella scena e si è presentato. Era eccitato dal mio modo di dondolarmi. Gli ho detto che mi chiamo Pralina ma non si è scomposto minimamente, anzi, ha mostrato di gradire e mi ha risposto che lui si chiama Lindt. Ci siamo messi a parlare sulla panchina ed è successo un fatto strano, che forse si verifica solo in Svizzera: avevamo un sacco di formiche che ci camminavano addosso, ma in file assolutamente ordinate. Mentre Vasco riacchiappava il legnetto per la centocinquantatreesima volta e lo riportava intagliato a forma di zufolo, io e la mia cara amica discorrevamo piacevolemente dei fatti della fica. Il signore, gentilissimo, si è offerto di allietarci entrambe, contemporaneamente. Bene. Dopo questo incontro, del quale tralascio altri particolari scabrosi, siamo andate a fare la spesa al supermarket che si chiama "TroppoBuono". Ho notato una recrudescenza di cioccolato, che mi ha fatto veramente venire, in ogni senso. La ciocccolata svizzera è fantasticherrima... esistono in commercio infyniti tipi di cioccolato: al pistacchio, alla mandorla sbucciata, alla stella cometa, al terrone, al vischio, al caffè d'orzaiolo, all'infinito burroso, all'emmenthal, al patè de foi gras, alla 'nduja piccante, al latte di ginocchia, al toto cutugno, alla salsedine, al gurzo muschiato della patagonia, alla creme vaginale. C'erano anche tavolette di pelouche e LEO pardate. In preda al ratto, ho iniziato a infylarmi la cioccolata dentro i pantaloni e la maglietta... male, malissimo! Arrivata alla cassa, l'allarme ha suonato l'inno di Mameli. Le persone presenti, visibilmente oneste, hanno fatto commenti contro gli italiani, una signora si è soffiata il naso dentro un fazzoletto tricolore... persino un siciliano coi baffi e la la coppola voleva sputarmi addosso. E' arrivata una Guardia Svizzera, un extracomunitario alto due metri tutto bardato, col gonnellino plissettato e l'alabarda, che mi ha confinata in un angolo e mi ha minacciata di rinchiudermi in un centro di dimagrimentoveloce. Una cosa orrenda! Meno male che Silvia è intervenuta, dicendo che avevamo la macchina in doppia fila, episodio che avrebbe creato un precedente inaccettabile per il quieto vivere dei ticinesi. Mi hanno maltrattata, ma rilasciata.
(Fine prima puntata di Un posto a Lugano)
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Lugano, 8 luglio 2006
Oggi io e Silvia abbiamo fatto una passeggiata sul lungolago, dove Vasco si è esibito in una danza acrobatica di riporto di legnetti, con tuffo carpiato con avvitamento a cavatappi ed applauso finale dei turisti. Abbiamo pensato di trarne un beneficio economico immediato, con esibizione del cappello, e questua. E' stata una magnifica giornata di sole, mitigata da una brezza lacustre che ci accarezzava i polpacci anche meglio di quel signore... Siamo andati a mangiare una pizza al "Faus74" che è un localino heavy metal, la pizza effettivamente era buona, tranne qualche bullone usato come cappero. Ho avuto il piacere di conoscere quel gran pezzo di gnocco del compagno di Silvia, che si chiama Elio, e mi faceva un sacco di storie tese. Sul sesso ovviamente. Dopo la pizza, siamo andati a Melide, dove Vasco e Silvia hanno continuato l'esibizione coi legnetti in acqua, mentre io ed Elio ci infrascavamo a pomiciare dietro una siepe, richiamando l'attenzione di una Vigilessa di Bellinzona. Ecco come intendo io l'amicizia... la condivisione totale di ogni interesse, e affetto. E la multa per atti osceni in luogo pubblico, l'ha pagata Silvia! Questa sera, siamo andati a mangiare al Circolo Sociale Montagnola, che non è un dopolavoro di Bologna, ma pare che sia proprio una denominazione tipica e topica. Ho mangiato un'ottimo risotto coi funghi porcini, innaffiato da Barbera... comincio ad affezionarmi a Lugano, tanto che ho chiesto a Silvia (anzi glielo faccio trovare come fatto compiuto) di trasferirmi qua, per il resto dell'anno... e sono sicura che, a parte i rotoli di carta igienica spanati in bagno, l'uso del suo shampoo "ricci perfetti" per il pube, le continue richieste di spiccioli, le pretese di chattare con i suoi contatti a nome suo e soprattutto con quello che mostra il pisellone in webcam, le lamentazioni perché non trovo un fiorentino veramente iperdotato, le esercitazioni di canto jodel nell'ora della pennichella, i miei dialoghi surreali, il sigaro fumato dopo l'amore col suo compagno, ecc. ecc. Silvia sarà felicissima di avermi con lei tutto l'anno.